Lombardo, uccidi il borghese che c’è in te!

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Talvolta ci capita di imbatterci in bislacchi individui che hanno l’intelletto di darci dei “fascio-terroni” solo per il fatto che abbiamo recentemente cambiato la nostra opinione sull’Italia e per il fatto che abbiamo messo da parte l’indipendentismo, pur non rinnegando il nostro nazionalismo lombardo. Innanzitutto si vuole ancora precisare che qui nessuno di punto in bianco crede nei retorici Fratelli d’Italia dalle Alpi alla Sicilia, nel Tricolore e tantomeno nell’odierna Italia repubblicana. Siamo tra i primi ad evidenziare la sensibile differenza etnica e culturale che c’è tra i (gran)lombardi e gli italiani peninsulari, ausonici e siciliani in primis. Proprio per questo difenderemo sempre a spada tratta tutte le peculiarità dei popoli alpino-padani, comprese quelle che li distinguono dal resto dell’Italia e li avvicinano alle nazioni mitteleuropee, e  condanniamo l’esodo meridionale nelle nostre terre avvenuto negli ultimi decenni.

Tuttavia, guardando la questione con un minimo di razionalità appare piuttosto esagerato e riduttivo definire i settentrionali solo celto-germanici (come se fossimo affini agli inglesi o agli scandinavi, sempre più sostituiti dagli afro-asiatici tra l’altro) e i meridionali come arabi cristiani, dando la colpa di tutti i nostri problemi a quest’ultimi. Così come appare disonesto e anche ignorante liquidare il termine Italia come un’invenzione di Garibaldi e Cavour, magari accostandolo ai servizi scadenti oppure all’inglese maccheronico di Renzi. Noi, dal canto nostro continuiamo a sostenere che i granlombardi (insubrici, piemontesi, liguri, lombardi cispadani, romagnoli, orobici, veneti, friulani ecc.) rappresentino un gruppo etnico a se stante e difatti non vediamo l’Italia come nazione monolitica, ma come appunto una macroregione europea (così come lo sono l’Iberia, i Balcani, la Britannia ecc) composta da etno-nazioni accomunate da una serie di fattori storici e culturali che non si possono negare.

 Ci sono anche quelli che fanno gli indipendentisti, volendo per esempio una Regione Lombardia (entità creata da questo stato) indipendente esclusivamente per questioni economiche, trascurando del tutto i problemi migratori e la delombardizzazione culturale della Lombardia stessa, problema a nostro avviso più grave. L’Italia stessa, il nord in particolare, è sempre più in declino perchè l’elemento etnico alpino-padano granlombardo è in costante diminuzione ed è completamente inutile auspicare l’autodeterminazione finchè non si capisce questa realtà.  Infatti la verità è che gran parte di queste persone preferirebbe semplicemente vedere un nord annesso alla Svizzera o all’Austria (si tratta di gente che condanna l’Italia in quanto multietnica ma non si fa nessun problema ad esaltare l’impero asburgico) piuttosto che darsi da fare per l’autodeterminazione della propria terra. Ed ecco che qui salta fuori non la voglia di libertà, ma semplicemente il desiderio di scegliersi il padrone migliore, illudendosi del fatto che agli stranieri potrebbe davvero interessare risolvere i nostri problemi. Un esempio analogo è il Canton Ticino, angolo di Lombardia sotto la Svizzera, stato che almeno per ora da un punto di vista economico e sociale funziona si meglio dell’Italia, ma che non può essere definita in nessun modo una nazione. In Ticino è diffusa l’avversione nei confronti non solo degli italiani centro-meridionali ma anche nei confronti dei lombardi amministrati dallo stato italiano. Lombardi che hanno i loro stessi cognomi, i loro stessi dialetti, ritenuti però inferiori solo perchè lo stato italiano gode di servizi peggiori di quelli svizzeri. Nonostante questo però, la lingua di Dante non la mollano, dagli svizzeri tedeschi  e francesi vengono comunque visti come svizzeri di serie b, e la lingua lombarda non gode di nessuna tutela e pure li i ticinesi stessi sono sempre più sostituiti dai meridionali e dagli extraeuropei.

Sorge spontanea una domanda: per quale motivo noi, granlombardi, cisalpini, alpino-padani dobbiamo ritenerci inferiori per affidare le nostre sorti e le nostre terre a genti forestiere? Badate bene che quando si sente dire “meglio stare sotto gli austriaci che con i terroni”, vengono subito in mente coloro che giustificano la presenza di basi militari americane in Europa dicendo “loro ci proteggono, meglio loro dei nazisti e dei sovietici”.  Colui che tra la libertà e la sicurezza sceglie quest’ultima, dimostra di non meritarle entrambi. Se guardiamo la storia notiamo facilmente che nei casi in cui i nostri avi unirono le loro forze per il bene comune hanno dato vita a vere potenze, con cui dovettero fare i conti anche gli stati europei più potenti. Pensiamo alla Lega Lombarda che frenò lo strapotere del Barbarossa, alla Serenissima che unì gli sforzi di veneti e anche dei lombardi per creare una potenza marina che contribuì a frenare l’avanzata ottomana in Europa, al Piemonte per molti secoli saggiamente amministrato dai Savoia grazie ai quali nemmeno i francesi riuscirono a sfondare. Anche il Risorgimento può piacere o no, ma fu comunque frutto dell’intraprendenza lombarda, evento offuscato dallo stato centralista italiano e dalla graduale rinuncia dei settentrionali nel giocare un ruolo fondamentale nella RI. Tutte le volte invece in cui abbiamo preferito il campanilismo e quindi  gli stranieri ai nostri fratelli, non abbiamo fatto altro che finire in situazioni penose. Pensiamo alle condizioni in cui versava Milano sotto il dominio spagnolo, ai veneti istriani e dalmati perseguitati durante l’impero austro-ungarico ed infine ad oggi, quando l’unica minoranza a non contare niente sul nostro territorio sono proprio i popoli alpino-padani.

Senza la dignità e l’orgoglio etnico non si può sperare in nulla di buono ed è anche per questo che l’indipendentismo non è mai stata una nostra priorità: per noi viene prima il Popolo, la nostra Terra e la nostra realizzazione.

 

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Una risposta a Lombardo, uccidi il borghese che c’è in te!

  1. Tor Svärdtorp scrive:

    Una fantastica analisi che da luce per una evoluzione personale. Ben tradotta anche in svedese dal google-crome.

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